lunedì 24 novembre 2008

L’Università di Messina al centro dell’ “Arena di Domenica In”

Il “caso” dell’Ateneo Peloritano “sbarca” nel pomeriggio delle famiglie italiane. Le accuse sono sempre le stesse: ma questa volta nel “calderone” finiscono anche i rappresentati degli studenti
«I rappresentanti degli studenti dell’Università di Messina si devono vergognare». Un messaggio forte quello che Massimo Giletti, dall’ “L’Arena di Domenica In”, ha rivolto agli studenti dell’Ateneo Peloritano, accusati di aver assunto un atteggiamento assolutamente sconcertante di fronte all’invito a partecipare alla puntata andata in onda questo pomeriggio sulla rete ammiraglia e che titolava: “Concorsi truccati all'Università di Messina”.

«Sono profondamente sconcertato e deluso dal comportamento avuto da questi soggetti, che dovrebbero rappresentare la voce dei ragazzi dell'ateneo. La nostra redazione ha più volte cercato di contattarli invitandoli ad intervenire al nostro dibattito, ma hanno pensato bene di non rendersi reperibili. Una di loro prima aveva dato l'ok, poi ci ha chiamato proprio ieri pomeriggio dicendo di non poter partecipare alla puntata a causa di un impegno improvviso. Un altro invece dopo averlo contattato personalmente mi ha risposto: "Lei perché mi chiama? Com’è riuscito ad avere il mio numero?". Il suo telefono è rimasto spento per un giorno e poi ha pensato bene di mandare una mail in cui avvertiva della sua assenza».

Dopo gli articoli apparsi su Repubblica e Corriere, dopo la prima serata di rai due ad Annozero, il “caso” Università di Messina, ancora una volta, nello spazio di pochi giorni, entra nelle case degli italiani attraverso l’ingresso “principale”. A denunciare in diretta tv, la difficile situazione che attraversa in questo momento l’Ateneo Peloritano è una docente della stessa Università, Antonella Minniti, a cui Giletti promette: «Persone oneste e coraggiose come lei che hanno la forza e la dignità di denunciare questa illegale e non più tollerabile realtà di nepotismo all’interno dell’Università di Messina, meritano di non essere lasciate da sole. Noi di Domenica In vi staremo vicini, lo dica anche al professore Cucinotta».

Attacchi duri anche da parte del mass-mediologo Klaus Davi, che definisce assolutamente vergognoso quanto successo a Messina: «Vige una situazione di omertà che ha veramente dell’incredibile». A non andare direttamente all'attacco è invece il professore Michele Ainis, attualmente docente di diritto pubblico presso l’Università Roma Tre e per un periodo anche a Messina. A detta del professore è giusto denunciare realtà di questo tipo ma è altrettanto necessario cercare di non fare di tutta l’erba un fascio, anche perché il nepotismo regna in tutta Italia, non solo nelle università.

A chiudere la “finestra-tv” dedicata interamente al nostro Ateneo, è il “padrone di casa”, che ancora un volta, guardando fisso in camera e puntando il dito, si rivolge agli studenti messinesi: «Se i ragazzi non scendono in piazza per difendere persone come la professoressa Minniti e il professor Cucinotta, tanto vale che non si lauerino. Devono difendere prima di tutto il loro diritto ad avere un futuro». Un tono, quello utilizzato da Giletti, che fa ben capire come quella su Messina non sia una finestra chiusa ma semplicemente socchiusa e pronta a spalancarsi all’arrivo del prossimo “temporale”.


Elena De Pasquale
www.tempostretto.it





Faccio i complimenti a tutti, se la nuova classe dirigenziale e politica messinese, dovesse aver dei giovani rappresentanti come questi, siamo alla fine di un inizio troppo spesso rimandato....

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