martedì 7 luglio 2009

Acr Messina il punto

Acr Messina. Di Lullo starebbe procedendo all’iscrizione. Bonina: “Situazione troppo complessa, la città è chiusa da lobby”

L’ex presidente dell’Igea Virtus ribadisce quanto sostenuto ieri dopo l’incontro con Buzzanca. Il consigliere comunale Pippo Trischitta rivela i suoi contatti con l’attuale proprietà: venerdì annunciata nuovamente la presentazione di allenatore e Ds

I giorni passano in casa Messina, mentre la tifoseria spera che una luce possa illuminare il futuro prossimo della squadra giallorosa. Dopo le dichiarazioni rilasciate ieri dall’ex presidente dell’Igea Virtus Immacolato Bonina, a conclusione dell’incontro con il sindaco Giuseppe Buzzanca, arrivano quelle odierne riferiteci telefonicamente dall’imprenditore barcellonese: “Nessuna novità, domani incontrerò l’avvocato D’Angelo (legale dell’Acr) ma è difficile che qualcosa possa cambiare. Sarà un incontro formale”. Dunque Bonina abbandona l’idea di acquistare l’Acr Messina? “So che la città è al minimo storico dal punto di vista sportivo - continua l’imprenditore -. Conosco anche le potenzialità del piazza ed erano proprio quelle che mi avevano spinto ad interessarmi alla squadra. Ma purtroppo oggi non ci sono le condizioni per mettere in piedi un progetto serio e duraturo”.

Ieri Bonina ha parlato dell’assenza totale di imprenditori che potessero accompagnarlo nel suo investimento, non solo attraverso saltuarie sponsorizzazioni. Ha sollecitato il supporto delle istituzioni e di altre forze economiche cittadine, ma la risposta è stata purtroppo e per l’ennesima volta negativa. Ma parrebbe che ci siano altre motivazioni che avrebbero portato il presidente dell’Igea Basket al dietrofront. Tra queste la mancanza di garanzie in merito alla concessione degli impianti sportivi, collegata dal punto di vista imprenditoriale alla convenzione ancora in essere tra il Comune e il Gruppo Franza. Convenzione che non è ancora stata revocata dal Consiglio comunale, che si esprimerà probabilmente dopo il bilancio, anche se in commissione la delibera è stata “bocciata” per l’assenza del parere legale degli avvocati del Comune, sollecitato dai componenti della commissione stessa. Per questo non vanno escluse le ragioni di tipo “politico” e di altra natura, anche se quando gli chiediamo cosa c’è dietro la sua decisione, Bonina risponde: “L’unica cosa ulteriore che ho chiesto al sindaco è il ripristino delle condizioni minime per giocare al Celeste, da sempre roccaforte dei successi del Messina. Un passaggio per me necessario per riportare la gente allo stadio ricreando il vero clima di entusiasmo. Potevo pure avere dei vantaggi con un anno a vincere e basta, ma l’obiettivo per una piazza come Messina non può che essere almeno la serie B attraverso una programmazione triennale. Mi dispiace che i tifosi dell’Igea l’abbiano presa male, ma non si tratta di un abbandono, ma di portare 20 mila persone al campo, cosa che in un piazza come Barcellona è difficile che accada. Comunque si sa perché io faccio calcio, per passione, per entusiasmo, per sentimento”. Parole che farebbero credere che la speranza non sia ancora tramontata. Ma oggi possiamo dire che la rinuncia è definitiva? “La situazione è troppo complessa, ho capito che Messina è una città troppo difficile, chiusa da lobby. E i fallimenti nel calcio degli ultimi anni lo dimostrano”.

Intanto oggi da Palazzo Zanca, il consigliere comunale Pippo Trischitta, che la scorsa settimana aveva organizzato il dibattito-confronto tra il Consiglio, Alfredo Di Lullo, il suo staff, i tifosi e i giornalisti, fa sapere che ha sentito telefonicamente il patron, che gli ha ribadito di essere ancora a lavoro per la fideiussione necessaria all’iscrizione al prossimo campionato di serie D. Ricordiamo che alla fine della settimana in corso, dovrebbe tenersi un nuovo incontro tra le parti, in occasione del quale, sempre secondo quanto avrebbe dichiarato Di Lullo a Trischitta, dovrebbero essere presentati allenatore e direttore sportivo. L’ennesima “burla”?

tempostretto.it

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